La Fondazione , promossa
nel 1962 da Giovanni Malagodi, ha lo scopo di diffondere, specialmente
tra i giovani, l’interesse per lo studio dei problemi politici ed
economici, con particolare riferimento ai loro presupposti storici
e alla loro incidenza sulla vita sociale (art. 2 dello Statuto).
A tal fine da quasi quarant’anni la Fondazione promuove studi ,
ricerche e iniziative culturali per contribuire alla conoscenza
e alla diffusione del pensiero liberale.
Durante il lungo periodo in cui la cultura liberale
pareva sopraffatta, soprattutto in Italia, dalla prevalenza di teorie
ispirate al marxismo, al riformismo socialista e al solidarismo
cattolico, la Fondazione ha svolto una preziosa funzione di diffusione
della conoscenza delle idee e delle opere di importanti protagonisti
della cultura liberale (economisti, filosofi, politici) soprattutto
stranieri , troppo spesso ignorati anche in ambito accademico.
Attraverso la concessione di borse di studio mirate a ricerche
ed approfondimenti specifici, la Fondazione ha inoltre contribuito
alla formazione di una classe dirigente più sensibile alle
istanze di un liberalismo moderno e consapevole dei grandi processi
di trasformazione che stanno cambiando il mondo.
Giovanni Malagodi, Gaetano Martino, Guido
Cortese
Nel corso della sua esistenza
la Fondazione è stata presieduta da personalità che
hanno svolto un ruolo di rilievo nel campo culturale ed in quello
politico: Gaetano Martino, statista e più
volte ministro nonché fisiologo di fama mondiale;
Ruggero Moscati, Giovanni Malagodi, Salvatore
Valitutti
Ruggero Moscati, storico tra i maggiori della
prima metà di questo secolo; Vittorio Badini Confalonieri,
ministro e insigne penalista; Franco Mattei, economista,
manager, per molti anni direttore generale della Confindustria; Giancarlo Lunati, scrittore e manager, presidente
del Touring Club Italiano; Valerio Zanone, giornalista e
scrittore, studioso del pensiero politico e più volte ministro.
Vittorio Badini Confalonieri, Luigi Einaudi
Franco Mattei
Giancarlo
Lunati
Dal 2006 la Fondazione è presieduta dall'architetto Roberto Einaudi, nipote di Luigi Einaudi.
Malagodi, Martino, Badini Confalonieri e Zanone hanno anche ricoperto
la carica di presidente del Partito liberale italiano; ma tale circostanza
non ha influito sulla posizione e collocazione della Fondazione sul
piano culturale e scientifico perché essa, seguendo l’insegnamento
impartito da Luigi Einaudi come uomo di scienza, politico e statista,
ha sempre posto il massimo impegno nell’indirizzare la sua opera al
rinvigorimento e alla diffusione delle componenti tutte del pensiero
e della concezione liberali, al di là e al di sopra degli interessi
e delle esigenze di qualsiasi partito, a cominciare da quello che
propriamente si denominava liberale.
Nella
piena fedeltà a questa concezione la Fondazione ha dimostrato
disponibilità e fiducia verso tutte le manifestazioni di
pensiero che potessero contribuire a rafforzare l’idea e il valore
della libertà e ad arricchire la vita culturale del Paese
nella varietà dei suoi aspetti.
In un periodo storico, come quello che stiamo vivendo,
in cui le ideologie di ispirazione marxista e socialista sono state
abbandonate, quasi ovunque, dalla maggior parte delle stesse forze
politiche che ad esse facevano riferimento, per l’evidente impossibilità
di conciliarle con i processi di cambiamento e di modernizzazione
che la nuova dimensione globale dell’economia rende necessari (dal
che deriva quella superficiale e confusa adesione generalizzata
a un liberalismo di maniera), l’esigenza di indicare sui problemi
che caratterizzeranno l’avventura umana nel prossimo secolo le frontiere
delle libertà vecchie e nuove, rappresenta un compito al
quale la Fondazione Einaudi di Roma, insieme ad altri interlocutori,
intende dedicare la propria opera.
Ultimamente le attività della Fondazione
si sono concentrate su alcune priorità tematiche:
nuovi e vecchi diritti di libertà a fronte
dei processi di globalizzazione.
riforma dello Stato (con particolare attenzione
alle ipotesi di federalismo).
problemi della comunicazione e dell’informazione.politica
energetica e compatibilità ambientale.
questioni di bioetica.
attività di formazione politica
raccolta e gestione di archivi liberali
ALLEGATO A
Il
25 ottobre 2002 il Consiglio d'Amministrazione della Fondazione
ha approvato all'unanimità la seguente dichiarazione:
La Fondazione
Luigi Einaudi per studi di politica ed economia fu costituita
nel 1962 su iniziativa di Giovanni Malagodi, segretario del
Partito Liberale Italiano, e di quel partito rappresentò
per decenni, pur nella propria autonomia, utile supporto culturale.
Nel 1984 lo Statuto fu riformato
eliminando la presenza di diritto del segretario del PLI da
consiglio d'amministrazione della Fondazione, al fine di avviare
un percorso del tutto indipendente, essenzialmente rivolto
a studiare i nuovi orientamenti che in quegli anni si affacciavano
anche in Italia aprendo nuovi orizzonti alla diffusione della
cultura liberale.
Disciolto il PLI nel 1993 nel crollo dei partiti
storici, la Fondazione è rimasta a rappresentare la
continuità della cultura liberale, da molti improvvisamente
rivendicata come elemento essenziale di nuovi e vecchi schieramenti
politici, da pochi praticata nelle coalizioni bipolari che
si sono venute affermando a partire dal 1994.
Già allora appariva peraltro evidente
che la transizione verso il bipolarismo tagliava trasversalmente
l'appartenenza liberale; e di fatto quanti si erano (dentro
e fuori dal PLI) riconosciuti in quella appartenenza, si divisero
nel nuovo sistema scegliendo militanze politiche differenti,
o nessuna.
Nel prenderne atto, la Fondazione Einaudi
di Roma ha ritenuto di mantenere a maggior ragione ed anzi
di rafforzare la propria scelta, non di neutralità
ma di imparzialità: non di neutralità perché
la Fondazione ha il suo fondamento ed orientamento nella cultura
liberale, ma di imparzialità, perché la cultura
liberale, per gli stessi connotati che la distinguono, non
conduce ad opzioni partitiche predeterminate.
La scelta compiuta dalla Fondazione
risulta di maggiore rilevanza nel momento attuale in cui,
malgrado le affermazioni verbali, appare evidente che la cultura
liberale resta complessivamente minoritaria nel nuovo sistema
politico, e quindi richiede iniziative e strumenti che contribuiscano
a farla crescere, in ciò distinguendosi da altre fondazioni
palesemente funzionali a collocazioni di parte e di coalizione.
Il modo per riuscirci, o quanto meno provarci,
è quello costantemente praticato dalla Fondazione Einaudi:
sviluppare il confronto e la dialettica fra posizioni diverse,
sottoporre ogni problema ad una analisi razionale e motivata
senza schematismi preconcetti, offrire a quanti lo desiderino
un luogo di libera discussione.
Le scelte di chi intende prendere parte attiva
alla politica militante non coinvolgono in nessun caso la
Fondazione, rientrando esse nell'esercizio della responsabilità
personale di ciascuno.