Dopo
il 1977 la Fondazione ha orientato la sua attività
prevalentemente verso i settori economico-sociali: si può
anzi dire che il novembre 1978 abbia segnato la data di inizio del
nuovo corso di tale attività, con lo svolgimento del convegno
internazionale su "Le vie della libertà" (dal 23
al 26 novembre) al quale parteciparono insigni studiosi stranieri
ed italiani tra cui Max Kohnstamm, Helmut Schufer, Henri Lapage,
Gaston Thorn, Francesco Barone, Giuliano Urbani, Piero Ostellino.
E’ stato appunto in quegli anni che la Fondazione si rese promotrice,
con l’appena ricordato convegno su "Le vie della libertà"
e con quello che lo precedette di appena qualche mese (ottobre
1978) sulla scuola dei "Nouveaux Economistes",
cui parteciparono, tra gli altri, Henri Lapage ed Alberto Ronchey,
della presentazione, per la prima volta in Italia, delle idee e
delle teorie dei nuovi economisti della scuola di "Public Choice".
Questo tema fondamentale degli studi su una teoria che allora cominciava
a farsi largo tra i più eminenti economisti di tutto il mondo,
attirando la loro crescente attenzione, è stato poi più
volte ripreso con una serie di convegni e seminari cui hanno partecipato
i maggiori studiosi della materia, italiani e stranieri, quali Gordon
Tullock, Raymond Boudon, Giovanni Malagodi, Franco Mattei, Libero
Lenti, Domenico da Empoli, Antonio Martino, Nicola Matteucci, Francesco
Forte, Sergio Ricossa ed altri.
Altre notevoli ed interessanti iniziative da sottolineare sono
state quelle assunte dalla Fondazione per ricordare il pensiero
di economisti, statisti e teorici di scienza politica scomparsi,
da Einaudi a Von Mises, nonché per trattare argomenti concernenti
principi essenziali di vita morale, politica e sociale come quello
di "libertà e pensiero", oggetto di una conferenza
di Karl Popper (gennaio 1983); quello della "Giustizia sociale
nello stato liberale" oggetto di una conferenza di Bruce A.
Ackerman, (maggio 1984); quello della ricorrenza del 60° anniversario
della pubblicazione della fondamentale opera di Guido de Ruggiero
"Storia del liberalismo europeo" (gennaio 1986); quello
delle "Philosophical Explanations", oggetto di una conferenza
di Robert Nozick, autore del volume che reca tale titolo (dicembre
1987).
Valerio Zanone,
James Buchanan,
Domenico Da Empoli
Nell’ottobre 1991 si
è svolto il secondo convegno su "Le
vie della libertà" che ha avuto come
sottotitolo "Il liberalismo come teoria e come politica negli
anni novanta". A questo convegno che, a distanza di tredici
anni, ha fatto seguito e si è ricollegato al primo, avente
lo stesso titolo, già ricordato, del 1978, hanno partecipato,
oltre al premio nobel James M. Buchanan, che ha svolto la relazione
di base, i noti studiosi inglesi John Curtice, Emil J. Kirchner,
e poi Domenico da Empoli, Antonio Martino, Angelo Maria Petroni
e molti altri.
Sia in questo, sia in quello svoltosi con la partecipazione dell’Istituto
Cocco Ortu", alcuni mesi prima (febbraio 1991), a Cagliari
sul tema "Mercato, capitalismo
e democrazia nei paesi dell’Est" ed al quale
hanno partecipato studiosi italiani e stranieri tra i quali i russi
Evgheni Ambaarzumov, Nicholay Petrakov, Iury Afanasiev, Igor Guriev,
l’ungherese Eva Varhegyi, è stato fatto il punto sulla situazione
politico-economica che si è venuta a creare in Europa dopo
la fine del comunismo come sistema di governo, per effetto della
polverizzazione dell’ideale politico del socialismo reale, e si
è discusso intorno alle nuove prospettive che si dischiudono
al liberalismo in sede teorica e pratica nel nuovo corso della storia
mondiale.
Antonio Martino, Franco Romani, Domenico Da Empoli
Il tema del rapporto tra democrazia e mercato è stato ripreso
a Roma nel 1998 in un convegno organizzato in collaborazione
con la Associazione Karl Popper di Milano sul tema "E’
l’Italia una società aperta ? Einaudi, Popper e il liberalismo
contemporaneo" con relazioni di Paolo Ungari,
Dario Antiseri, Giancarlo Bosetti, Lorenzo Infantino, Marcello Pera,
Antonio Martino, Luigi Compagna e la partecipazione di direttori di
riviste di cultura liberale.
Nel 2000 è stata presentata
la ricerca "Un federalismo possibile
in l’Italia" realizzata per la Fondazione da
un gruppo di studio costituito da Domenico Da Empoli, Vittorio Ferraris,
Angelo M. Petroni, Gianfranco Ciaurro e coordinato da Franco Chiarenza.
La ricerca è accompagnata da un approfondimento su "federalismo
e mezzogiorno", realizzato sulla base di un questionario sottoposto
a 200 rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, della cultura,
delle università del Mezzogiorno.
La ricerca è stata presentata a Torino, Roma e Napoli e
ha dato luogo in tali occasioni a un approfondito dibattito.
Nell’ambito della ricerca è stata presentata separatamente
la parte relativa a "Roma capitale in una prospettiva federale"
nel corso di un convegno a Roma in cui sono intervenuti tra gli
altri Sabino Acquaviva, Luigi Abete, Gianni Borgna, Domenico Da
Empoli, il presidente della Regione Lazio Badaloni, il presidente
della Provincia di Roma Moffa e il Sindaco di Roma Rutelli. La pubblicazione
è corredata da un sintetico confronto con le legislazioni
che regolano altre capitali federali.
Sempre nell’ambito della ricerca "Il federalismo possibile
in Italia" è stata realizzata la ricerca "Lazio
senza Roma" complementare a quella che riguarda il ruolo di
Roma capitale in una prospettiva federale.
La ricerca è stata presentata il 17 ottobre a Roma con gli
interventi di Giuseppe De Rita, del presidente della Regione Francesco
Storace, del curatore della ricerca Francesco Benevolo e del city-manager
del Comune di Roma Pietro Barrera.
Nel luglio 2003 la Fondazione Einaudi in collaborazione
con RBB Economics-Italia ha organizzato un convegno su "Le
nuove regole della concorrenza". Questo seminario
ha rappresentato un momento di confronto e di approfondimento tra
studiosi, esponenti del mondo delle imprese e rappresentati del
mondo delle istituzioni sulle nuove norme antitrust dell'Unione
Europea.
Le relazioni sono state tenute da: Alberto Pera, "Le nuove
regole concernenti l'applicazione degli articoli 81 e 82 del trattato
CE"; Antonio Saggio, "L'applicazione diretta da parte
del giudice dell'art. 81.3"; Mario Siragusa, "Il principio
di eccezione legale"; Gianmichele Roberti, "Il nuovo regime
dei rimedi: misure strutturali e sanzioni"; Marco D'Alberti,
"La collaborazione tra le autorità: profili verticali
e orizzontali".
La sessione pomeridiana è stata aperta da un intervento del
Commissario Europeo alla concorrenza Mario Monti sul tema: "Le
ragioni e i contenuti della riforma".
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda a cui hanno
partecipato: Enrico Granata, Direttore Centrale Area Normativa ABI;
Stefano Micossi, Direttore Generale di Assonime; Roberto Pardolesi,
LUISS Guido Carli e Studio Legale Allen & Overy; Carlo Scarpa,
Università degli studi di Brescia; Piero Tedeschi, Università
degli di Milano-Bicocca; Paola Valbonesi, Università degli
studi di Padova; Michele Grillo, Autorità Garante della Concorrenza
e del Mercato.