![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
In materie economiche, il comandamento primo é quello stesso che si impone nelle materie spirituali. Cosí come l'uomo libero non concepisce alcun limite alla predicazione della fede religiosa, salvo quelli che sono dettati dalla convivenza degli uomini in società; così come egli non può riconoscere alcun privilegio allo stato, alla chiesa od a privati nell'insegnamento della verità e non riconosce alcun valore alle stampiglie ufficiali apposte ai certificati di studio, così egli non può riconoscere alcun privilegio economico a danno della uguale libertà per tutti di lavorare, di intraprendere, di ri¬sparmiare. Liberalismo non vuol dire assenza di vincoli statali, di norme coattive. Dovrebbe oramai essere inutile ripetere ancora una volta che il “liberismo economico», così come é comunemente ossia volgarmente ripetuto, é un buffo fantoccio, che nessun eco¬nomista non dico della categoria pantaleoniana di coloro che “la sanno”, che sanno cioè, s'intende, la economia politica e, sa¬pendola sanno di non conoscerne se non una piccola parte e per tutto il resto conoscono la loro ignoranza, nessun economista di quelli che hanno anche soltanto una certa intuizione del contenuto e dei limiti della disciplina da essi coltivata, ha mai fatto proprio. Il liberismo economico é una invenzione sfacciata dei socialisti, dei dirigisti, degli interventisti; e il comandamento del laissez f aire, laissez passer ha un contenuto limitato, proprio di taluni circoscritti campi dell’operare umano. Luigi Einaudi
|
![]() |
| Area Riservata | Credits | Contatti |